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giovedì, 01 novembre 2007

UN ITALIANO A SYDNEY

OOhhh e finalmente a Sydney…e potevo mai abitare vicino alla città?!? Certo che no…però essere piazzato nell’ultimo suburb mi sembra eccessivo..cioè, dietro di me il bush, aperta campagna. E per arrivare in città ci sono 15 minuti di autobus e 40 di treno...e pensare che mi lamentavo quando da Piazza Napoli dovevo arrivare a Cologno Monzese…solo 10 minuti di autobus e 24 di metro…quelli si che erano bei tempi! Dico io, ok che sono qui a scrocco, e che paga l’università, però quello che non spendo di homestay ce lo rimetto in trasporti che qui, tra le tante cose, costano an arm & a leg…forse se mi prendo un asinello risparmio...a quanto è arrivata la biada al kilo? Fatto sta mi hanno provvisto di una bicicletta…buono, no? Se non fosse che è una bici tipo da cross, cioè di quelle alte 20 cm su cui non ti puoi praticamente sedere e pedalare perché altrimenti sembri un tardone a cui hanno appena tolto le rotelle. Ora ci metto 20 minuti anziché 15 per raggiungere la stazione: arrivo sul treno fradicio di sudore ma con l’illusione di aver fatto qualcosa di bene per il mio fisico nonché per il mio portafogli e la mia vita sociale (visto che l’ultimo bus è alle 20:30)

Tuttavia non tutti i mali vengono per nuocere. Sono lontanissimo, ma sono finito con la Kelly family (al secolo famiglia Kenda), un’allegro nucleo famigliare con mamma, papà, 4 figli (2 maschi 2 femmine), 2 gatti, tv satellitare, internet, piscina (che da quanto ho capito qui è una cosa normale, non vi scandalizzate) e barbecue ogni domenica sera tutti assieme allegramente, per fortuna senza cantare. Sono un po’ la Aussie White Mill family, la famiglia della Mulino Bianco d’Australia per intenderci: sono adorabili e disponibilissimi. Io sono un polemico di natura e se non sono riuscito a trovar loro un difetto vuol dire che sono bravi per davvero…oddio forse uno ce l’hanno, che poi non è neanche un difetto… mangiano come dei passerotti (cosa in totale controtendenza rispetto alla host-mum di  Melbourne che, tra una portata e l’altra, credo avesse iniziato a chiamarmi Hanzel e a leccarsi i baffi ogniqualvolta mi alzavo dalla tavola con l’affanno). La Kelly family, invece, no: è molto vocata allo sport e alla vita sana. Quindi io, dopo quella salsiccia e quelle tre foglie d’insalata, alla domanda “Was that enough?” non posso che rispondere “Yes thanks” perché loro assumono tutti l’espressione satolla, mentre io poi la notte mi contorco dalla fame. E poi sono belli, è questa la cosa assurda; certo non tutti e 6 sono dei modelli, però non c’è un membro di cui puoi dire, che sgorbio! Insomma, dieta forzata a parte, sono perfetti… e forse sarà proprio questa perfezione che mi porterà ad odiarli in un paio di settimane.      

Parlando di Sydney…ma che bella non è questa città? e che emozione vedere l’Opera House…dopo anni e anni di cartoline e fotografie ti aspetti una cosa gigante; e all’inizio ci resti un po’ male perché è grande, si, ma non è enorme, almeno vista dall’Harbour Bridge; e non è bianca bianca ma vagamente tendente al giallognolo…e pensi tra te e te “però una passata di cera potevano dargliela, che cavolo”! Il giorno dopo decidi di andare a vederla da vicino…e capisci che il giallognolo in realtà è un seducente perlato, e che forse forse tanto piccola non è. E ti rendi conto che è davvero affascinante…e poi passeggiando per i Botanical Gardens li vedi assieme, Harbour Bridge e Opera House ed è lì che realizzi di essere per davvero a Sydney. E mentre contempli questo spettacolo una fiumana di gente che fa jogging ti passa avanti, dietro, a destra e a sinistra…e capisci quanto tutta questa città (e non solo la Kelly family) sia vocata alla forma fisica. Sciami e sciami di gente, a volte una quarantina tutti assieme, colleghi probabilmente, che corrono e sudano a più non posso; e tu, bel bello con la tua macchinetta fotografica in mano inizi a sentirti di un’inutilità pazzesca…e quello che sino a due minuti fa era il tuo rotolino di grasso a un tratto diventa un rotolone Regina.

E per concludere vi dico che dalla prossima settimana sarò un professore di lingua italiana. Si perché non avendo escluso la possibilità di restare ancora un po’ nella terra dei canguri ho pensato di iniziare a mandare qualche mail, così, giusto per sondare il terreno. Ovviamente non voglio fare il cameriere o il gelataio o chissà cos’altro: non è una questione classista, ma semplicemente credo non mi serva a niente a livello di CV: cioè scusate se sono venuto in Australia a servire ai tavoli a sto punto me ne stavo in Italia e cercavo di lavorare (anche per due lire) nel mio campo. Il mio Inglese è migliorato, ovvio, ma non posso ancora permettermi di cercare lavoro nei media ed allora ho ben pensato alla possibilità di insegnare italiano. E dopo dieci minuti mi hanno richiamato da un istituto di cultura: niente di che, una sostituzione di tre ore alla settimana in una scuola serale ma è pur sempre un inizio. Vedremo come andrà a finire. Che ne pensate del professor David?!? Suona bene, no?  

CYA


postato da: notareangels alle ore 23:20 | link | commenti (14)
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domenica, 28 ottobre 2007

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI

LA TASMANIA E’ BELLA, SA (17 Oct – 20 Oct)

 

E anche gli italiani di Hobart dai quali mi sono fermato. Ragazzi, che casa, che panorama, che gentilezza, che ospitalità…e pensare che io questa gente l’ho vista una volta nella mia vita (esattamente a Luglio), non mi sono parenti, non mi dovevano nessun favore e mi hanno accolto a braccia aperte. Per 4 giorni mi hanno ospitato, sfamato e portato in giro per Hobart e dintorni cercando di mostrarmi il più possibile di quella che è la terra che li ha accolti anni e anni fa. Come dicevo la Tasmania è bella, sa…perché questa espressione? Perché è uno delle tipiche costruzioni grammaticali degli italiani d’Australia, che dopo tanti anni fanno confusione con la lingua e quindi mischiano un po’ d’inglese, un po’ d’italiano e, perché no, un po’ di dialetto. Quel che ne viene fuori è qualcosa di delizioso e di molto istruttivo…perché la Tasmania è bella, sa?  Beh uno perché lo è davvero, e due perché l’intercalare “you know” viene tradotto con “sa”. Dopo questa breve introduzione linguistica torno a dire che è davvero un’isola affascinante…come tutte le cose d’Australia è molto meno piccola di quello che si crede...io pensavo di andare tipo sull’isola d’Elba d’oltreoceano e invece è grande più o meno quanto la Sardegna se non di più. E infatti 4 giorni non sono serviti a molto, ma sono bastati per respirare a pieni polmoni quella che è l’atmosfera tasmaniana…come ha detto Matteo, il mio arzillo cicerone 66enne, lì si muore di tranquillità. E in effetti non è proprio il posto dove ci si va a divertire, ma è il luogo adatto per gli amanti della natura come me. Foreste con animali allo stato brado, alberi giganti, cascate, panorami mozzafiato, spiagge infinite, laghi di montagna…sembra che tutte le bellezze della terra si siano date appuntamento in Tasmania. Come ho detto sono stato a casa d’italiani ed ho fatto visita a tante gente che non avevo mai visto o conosciuto prima, semplicemente perché sono originari dello stesso paese di mia madre o mio padre…pertanto sono stato accolto nel club italiano di Hobart al grido di paisà e mi è stata addirittura offerta una birra, cosa molto rara da quanto ho capito. Ma che strano questo club…da una parte un centro sportivo abbastanza moderno che ha preso il posto di un bocciodromo (la cui cosa ha causato una scissione all’interno dell’associazione) e dall’altra questo bar dove si respira un’atmosfera anni ’50.

Una “visita” mi ha colpito in maniera particolare. L’ultima, a casa di un signore 80enne e di sua moglie sulla 70ina, tali Gaetano ed Antonietta, che oltre ad essere legati da un amore pluridecennale condividono addirittura un organo; si perché Gaetano 12 anni fa ha donato un rene a sua moglie Antonietta, in dialisi da 10… sapete qual è la cosa più bella? Che loro si sono conosciuti tramite cartolina. E quando ascolti queste storie ti rendi conto che valgono molto più del panorama più bello che l’Australia possa offrirti.   

 

UN SORSO DI VINO (22 Oct – 26 Oct)

 

Mi avevano consigliato di saltare Adelaide perché considerata da molti una città poco interessante, soprattutto se paragonata a Melbourne o a Sydney…beh, non posso dire che sia il posto dove scatenarsi e/o darsi alla pazza gioia, ma tutto sommato credo abbia un suo perché e a mio avviso sa molto più di quell’Australia un po’ selvaggia a cui tutti pensiamo. Un unico grattacielo (e nemmeno tanto alto) strade larghissime, sobborghi estesissimi, una densità pari alla Groenlandia…e forse è proprio questa la cosa bella…hanno tanto di quello spazio che ognuno possiede un km quadrato di giardino. E poi hanno la O-Bahn, un cosa a metà strada tra l’autobus e il treno, un pullman che va anche sulle rotaie, no no neanche…è troppo strano da spiegare. John mi ha detto che “Apparently it came from Germany”…e in effetti è una cosa davvero efficiente, il che spiegherebbe le origini tedesche.     

Adelaide è la città natale di John e per questo siamo stati a casa dei suoi. Se non si è stati in Australia non si può capire esattamente la concezione di distanza. Melbourne infatti è vicino ad Adelaide, ma lo è in termini australiani, il che significa 600 km, e non di autostrada, ma di una cosa che qui chiamano Highway: una normalissima strada a due corsie nel nulla ai cui bordi soggiace una serie infinita di animali morti tra cui canguri, wallabi e vari tipi di uccelli. 600 km di real Australia: paesi sperduti e “autogrill” dal nome GIANT KOALA, con una statua gigante di un koala (e di cosa sennò?) all’interno della quale si cela un curioso negozio di souvenir e un bar fermo agli anni ’60, così come il barista e la clientela. E poi che emozione passare il confine tra il Victoria e il South Australia e spostare l’orologio di ½ ora…si perché dovete sapere che questo continente ha un po’ di problemi con il fuso orario: sappiate solo che ci sono qualcosa come 4-5 diverse time zones (tra cui una da 2h e 45m) e che nelle ultime 2 settimane ho cambiato l’ora 5 volte. E che la Tasmania adotta l’ora legale tre settimane prima e che il Queensland non lo usa proprio.

E veniamo finalmente al cuore di qst post… ma lo sapevate che l’Australia è un grande produttore di vino? Ci sono tantissime wineries e John ha ben pensato di organizzare questo viaggetto all’insegna del dio Bacco. E vai di vigneti, assaggi e chiacchierate con i wine makers…io ovviamente di vino non ne capisco nulla, ma è stato bello far finta di essere uno di quegli esperti, analizzare il colore, shakerare il proprio bicchiere perché lo si è visto fare alla tv, annusare….e quando mi fissavano aspettando il mio parere io rispondevo con un “MMMhhhh…GOOD” e di tanto in tanto ci aggiungevo qualche aggettivo come frutty, spicy, ecc…Quello che voglio dire è che è stata una scoperta graditissima e che questo tour mi è piaciuto moltissimo.

 

[FIGURA DI M. 3 Qualche problema di lingua era inevitabile, ed ero conscio di quello a cui andavo incontro passando questi 5 giorni a casa di John. Tutto sommato è andata bene a parte quando il discorso si è incentrato sul piccolo paesino in provincia di Sondrio dal quale il signor Dini Bonaventura (nonno di John) arrivò oltre 60 anni fa. Bene. Io ovviamente fiero del fatto che si stesse parlando del Bel Paese non esitavo a rispondere e a prendere la parola…fino a quando, credendo di aver capito tutto, ho iniziato a dire qualcosa come “Ah si, certo, ricordo che lì vicino c’è un paesino dal nome tipo Montichiari o Chiarenna, ora non ricordo esattamente il nome ma si si, ho capito dov’è!!!” – “David, actually we’re talking about our cousin Chiara”]  

 

Sulla via del ritorno per Melbourne, anziché seguire la strada interna, abbiamo deciso di deviare per l’Highway che costeggia l’oceano…risultato 15 ore di macchina invece che 8. Un parto, ma ne è valsa davvero la pena…abbiamo percorso tutta la Great Ocean Road, un sogno!

 

Non perdetevi le fotografie di questo luuuuuungo post! E per finire vi dico che tutto ciò vi è stato scritto da Sydney, dalla mia nuova homestay! Ma della famiglia Kenda (da me ribattezzata Kelly family) ve ne parlerò la prossima volta.

 

CYA


postato da: notareangels alle ore 12:14 | link | commenti (1)
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domenica, 14 ottobre 2007

STEP BY STEP

C'ho messo tre mesi a capire come caricare le foto su questo benedetto blog...finalmente ci sono riuscito. Divertitevi.

postato da: notareangels alle ore 09:17 | link | commenti (2)
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domenica, 07 ottobre 2007

CANGURI, KOALA, ECC...

E arrivò quel giorno…finalmente. Ieri mi sono ingozzato di tutti i cliché che questa nazione possa offrire. Mi ero ripromesso che il mio sarebbe stato “diverso” dal tipico viaggio in Australia dell’italiano medio, ma alla fine ci sono cascato anch’io. Dai, in effetti come si fa a resistere alla tentazione di andare a vedere i canguri?! Ho ceduto! E quindi mi sono fatto trascinare da John, Rachel ed Andy all’Heinsville Sanctuary, che a quanto pare non è una meta religiosa, come io avevo creduto sino a ieri, ma una splendida riserva naturale. Cioè, mica il tipico zoo con i leoni, i gorilla, ecc… questa posto si contraddistingue almeno per due cose in particolare: uno perché stiamo parlando di un’area immersa nel bush (a più di 50km dalla città) dove le gabbie non esistono, se non sottoforma di voliere per gli uccelli. Due perché gli animali ivi presenti sono tutti del posto: cioè non ci troverete orsi, scimmie, ghepardi, ecc…ma solo australiani doc. Che dire?!? Vale tutti i 17 dollari e 50 che abbiamo speso a cranio (grazie concession fee da studente). Anzitutto ho scoperto un sacco di cose interessanti riguardo alla fauna autoctona, ma soprattutto ho visto tanti di quegli animali strani e allo stesso tempo affascinanti di cui, sino a ieri, avevo solo sentito parlare.

Una quantità infinita di uccelli talmente colorati che Jam e le Olograms a confronto sembrano vestite per andare a un funerale; i diavoli della Tasmania che per quanto carini possano sembrare erano intenti a divorare i resti di un opossum; i dingo, cioè quella specie di cani tanto belli quanto immobili (almeno quelli di ieri lo erano), gli echidna, probabilmente in sciopero sindacale, che avevano deciso di mostrare solo il proprio “lato migliore”; gli emù che ho curiosamente scoperto essere più simili agli struzzi che ai pulcini (quello è il kiwi) e poi ovviamente loro, le pantegane più grosse sulla faccia della terra: i canguri. A me non sono mai piaciuti tanto e oggi ne ho avuto la riconferma, maledetti topi giganti, spaparanzati al sole a non fare una bega. Dicono però che siano buonissimi alla griglia…ora; io sono un convinto sostenitore del principio gastronomico Megali (dal nome del suo postulatore) secondo cui la bellezza di un animale e la bontà della sua carne sono direttamente proporzionali. Un esempio per tutti, il coniglio, tanto bello quanto buono. È anche vero che ogni eccezione ha la sua regola (e che comunque sti canguri forse così brutti non sono)…prima di tornare lo assaggerò, magari uno di quelli in sovrappeso, con le tettine (II principio Megali).

Molto più belli sono questi canguri in miniatura di cui non ricordo il nome. Sarà che poi erano molto più socievoli e si facevano addirittura accarezzare, ma a me sono piaciuti tantissimo.  Sono poi rimasto meravigliato dai koala, ma quanto sono fighi?!? A penzoloni sugli eucalipto, di una pigrizia inenarrabile, ma con una faccia troppo simpatica: sti occhioni neri, sto nasone che sembra fatto col pongo. Io poi per questo animale ho sempre avuto un debole: 2 dei miei 5 pupazzi preferiti erano dei koala. Mentre mi assaporavo questo bel momento di riconciliazione col mio io fanciullesco, la koalas keeper, cioè la tizia che si occupa di loro, raccontando le abitudini di questo animale, ha ben pensato di ricordare che i piccoli di koala si nutrono delle feci della propria madre. Alla fine ho deciso che nonostante questo animale passi i primi mesi della propria vita da fecitista mi piace comunque, magari solo un po’ meno di prima.

E poi siamo passati al rettilario, nonché alla presentazione da parte dello snakes keeper (vedi koalas keeper). Qui vivono le specie di serpenti più velenose di tutto il mondo (ma questo si sapeva); il momento più bello è stato quando il tizio, tenendone in mano uno, ha iniziato a parlare di quante persone siano morte a causa del suo morso, per poi passare ai dettagli dell’ultima vittima, un ragazzo di Sydney di 17 anni. Cioè, c’erano dei bambini tra il pubblico, ma la persona più turbata dalla cura dei dettagli del racconto in questione ero io. Dopo aver dato qualche consiglio generale su come comportarsi se morsi da uno di questi animali (con frasi sghignazzanti del tipo: “se il ragazzo di Sydney li avesse seguiti ora sarebbe ancora tra noi”), lo snakes keeper ben pensato di cibare il serpente con un ratto morto. Il rettile, chiamalo scemo, lo ha ingurgitato in un sol boccone davanti alla mia incredulità, non tanto per la sua apertura mascellare, tante e tante volte vista nei documentari (grazie Piero Angela) ma per il macabro della scena. Tra le centinaia di presenti non ho sentito nessuno accennare un “poor little mouse”; ok è la catena alimentare, ma io a 7 anni sarei scoppiato il lacrime davanti ad una scena simile, ma i bambini australiani, come si suol dire, nascono “già imparati”.

Per finire abbiamo visto anche la presentazione dei rapaci d’Australia. I primi due erano uccelli abbastanza normali, cioè di medie dimensioni… a un tratto la tizia si da il cambio con un’altra un po’ più robusta con una voce da camionista…iniziamo a ridercela, giusto perché eravamo in clima da gita liceale. Dopo pochi secondi abbiamo capito perché l’esile ragazza di prima aveva lasciato il posto a Bud Spencer…dalla voliera che c’era dietro fa il suo ingresso in anfiteatro un airbus della Quantas: un’aquila con un’apertura alare di oltre due metri che se si poggiava sul mio di braccio me l’avrebbe spezzato. Abbiamo passato i dieci minuti successivi con la bocca a pesce a fissare il cielo e sentire i discorsi di Bud.

Fatto trenta, facciamo trentuno. Lo spettacolo si è concluso con un simpatico vecchietto, il classico zio d'Australia in pantaloncini corti, cappello da yankee e una sacca piena di boomerang che si è messo a dare lezioni di lancio dell’oggetto in questione: tanto simpatico quanto sarcastico. Sotto quel sorriso si nascondeva una persona frustrata: in un paio di occasioni ha ricordato con sollievo che il giorno successivo sarebbe stato l’ultimo di school holiday (tre settimane di ferie per gli studenti australiani) e che avrebbe finalmente smesso di lanciare boomerang tutto il giorno. Mentre lasciavamo l’anfiteatro ho cercato di immaginare come ci si possa sentire a fare un lavoro del genere. E così ho avuto un flash-forward di me a 60 anni, nel cuore del parco del Gargano, a impastare farina, acqua e sale, con tanto di microfono alla Ambra a dare lezioni di orecchiette fatte in casa. Non è un bel quadretto vero?!?

Sulla via del ritorno, sfiniti dalla gita fuori porta, John mi fissa e mi chiede abbastanza basito, “Ma qual è l’animale tipico italiano?”. Dopo aver scartato lupi, orsi, conigli, cavalli e qualsiasi altro essere vivente che mi potesse venire in mente, a un tratto l’illuminazione: l’ho guardato, gli ho sorriso a 32 denti e gli ho risposto con un semplicissimo monosillabo…ME!

 

CYA    


postato da: notareangels alle ore 09:50 | link | commenti (6)
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domenica, 23 settembre 2007

MUMBLE

Dopo tanto tempo torno finalmente a scrivere… di solito quando uno non si prende cura di qualcosa è perché ha avuto molto da fare. Beh, è vero sono stato un po’ preso tra il lavoro e la ricorrezione della tesi, ma alla fine non mi è accaduto niente di particolarmente eccitante. Quando si viaggia all’estero per periodi lunghi (e non in vacanza) si passano diversi stadi. Io in questo momento sono nella fase 2, cioè quella post eccitazione iniziale, quel periodo in cui l’energia e l’entusiasmo di chi è appena arrivato in un altro continente scemano. È un fase un po’ strana perché anzitutto sei deluso dal fatto che dopo due mesi ha ancora enormi difficoltà, soprattutto psicologiche, con la lingua. È quella fase in cui torneresti in Italia da tutti quelli che ti hanno detto “NOOOOOOOO, dopo un mesetto all’improvviso capirai tutto” solo per sputargli in un occhio. Ne sono passati due di mesi, sto studiando questa lingua tutti i giorni (compresi i week-end) e l’altro giorno ho perso due ore con il barista per spiegargli che volevo UN THE. CAPITO BENE?!? UN THE. Vabbè, io comunque sono un testardo di natura, quindi ci vuole molto di più per farmi gettare la spugna. L’unica cosa è che per quanto ti possa lanciare nelle situazioni, se non capisci, non capisci! E se il primo mese dici, ok è normale, alla fine del secondo ti chiedi se lo sia ancora, e soprattutto cosa pensino di te le persone che frequenti. Mi sento un po’ come quelle vallette straniere che si vedono nei programmi italiani, quelle sceme che son lì a fare la presenza e quando aprono bocca sbagliano…e pensare che con il migliore amico dicevo cose del tipo “Ma questa sono 3 lustri che è qui, quando lo impara l’italiano?”. Ah, se potessi tornare indietro, mi risponderei “Poverina, dalle tempo”. La cosa che mi preoccupa è che io non sono una figa, quindi anche dopo 15 anni in Australia, nessuno mi darà da lavorare.

 

[L’ANGOLO DELLA FIGURA DI M.  CAPITOLO 2

 

Come capire che la pronuncia è una cosa fondamentale in inglese?!? Beh, se qualcuno vi chiede se volete un coca, assicuratevi che abbia detto coke, con la O chiusa e non con la O aperta (cioè cock). Eviterete che si prenda gioco se continuate ad asserire, YES I DO!!! Grazie John]

 

L’altro giorno sono andato all’inaugurazione dell’ ITALIAN FILM FESTIVAL, qui a Melbourne. La collega che doveva andarci si è ammalata, così hanno mandato me. Beh, è stata davvero una serata carina. Peccato fossi vestito da lunedì di pasquetta, con il mio zaino in spalla e puzzoso di una giornata passata fuori casa (metà della quale nella scuola d’inglese che sa di indiano). In teoria mi ero portato il microfono dietro perché dovevo intervistare qualcuno…in pratica ho passato tutta la serata al tavolo del buffet a magnare e bere, da vero italiano!!!. Film proiettato: Manuale d’amore 2. Mi è andata bene, non l’avevo visto. Prima della proiezione c’è stata la presentazione del festival da parte dell’organizzatrice, con tanto di intervento del console o non so che (lo spumante aveva fatto un po’ effetto, scusate). Comunque ragazzi, se quello è console io con il mo inglese potere fare il presidente degli Stati Uniti. E alla fine, estrazione finale dei fortunati vincitori. Con tutta la fortuna che avevo avuto con i gabbiani mi aspettavo come minimo il primo premio. Ovviamente sono tornato a casa a mani vuote, ma a panza pienissima.

 

Ci credete che dopo 2 mesi non sono riuscito ancora a farmi un viaggio?!? Manco un daily tour! Ogni volta che c’ho provato la/le persona/e con cui dovevo andare hanno avuto problemi, o non c’era più posto. Io l’ho detto che sarò l’unica persona ad essere venuta in Australia e a non aver visto manco un cavolo di canguro. Però il mese prossimo me ne vado a Sydney, si perché ho vinto un’altra borsa di studio per un mese… speriamo non mi mettano in wolfs’ ass come qui a Melbourne. Inizio un attimo a non sopportare più il fatto di abitare a casa di Dio, e di non avere una tv, una radio, o internet a casa…si perché la connessione non ce l’ho più visto che ho sfasciato il pc di Kenny. Avete capito bene. Un giorno vado per accenderlo e lo schermo resta nero. Panico! Che fare?!? Ho optato per la logica del silenzio assenso, fino a quando Kenny mi dice che gli serve il pc per il week end…Ripanico. Che fare?!? Dire la verità forse?!? Cioè, a pensarci bene mica è colpa mia. Anyway adesso per avere internet devo portarmi il pc nello zaino (ed è pesante, credetemi) sino all’internet bar in città e connettermi con la wirless..però è una figata sto posto, è da qui che vi sto scrivendo. Peccato che se non ti accaparri una spina per il tuo pc puoi starci giusto il tempo della durata della batteria.

Prima di congedarmi vi lascio con un paio di chicche sulla vita melbourniana!

1) Ma lo sapete che a Melbourne le  scale mobili vanno ad una velocità differente a seconda dell'orario? Cioè la mattina, nelle ore di punta, dovete fare attenzione altrimenti quando arrivate in cima la forza centrifuga vi fa stampare contro la vetrina di fronte. La sera, invece, le scale diventano praticamente immobili e si fa prima a scendere sui gomiti

2) La gentilezza di un popolo si vede nelle piccole cose...e così quando sei in biblioteca ed è arrivata l'ora di chiusira, prima parte un messaggio che ti dice che tra venti minuti chiuderanno, poi passa un inserviente a ricordartelo e 5 minuti prima ti riparte la voce che ti dice che è ora di andare..e mentre raccogli le tue cose mandano una canzone dal titolo TIME TO SAY GOODBYE (ovvero la versione inglese di Con te partirò) oppure un'altra dal titolo CLOSING TIME. E io ognivolta con il sorrisetto sulle labbra penso...proprio come in Italia!  

 

 


postato da: notareangels alle ore 09:32 | link | commenti (3)
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mercoledì, 05 settembre 2007

LEARNING NEW WORDS

Ci sono tanti modi di imparare una nuova lingua…ma non potevo immaginare che uno di questi potesse essere quello che sto per raccontarvi. Martedì scorso, ore 12:15. Uscito bel bello, zaino in spalla dalla mia scuola d’inglese (che pero' sa' di indiano) mi dirigo verso la state library, luogo di incontro solito tra me e john. Dovevo fargli l’intervista che ho poi pubblicato nel post precedente. Dieci minuti di anticipo rispetto alla tabella di marcia: mi siedo sulla gradinata e attendo. Poco dopo John mi raggiunge dicendomi però che dobbiamo aspettare una sua amica. Decido allora di approfittarne (il tempo è denaro, we’) e tiro fuori il mio bel panozzo (salame, burro, insalata e perche’ no peli di cane) preparato con pochissima cura e figuriamoci quanto amore dalla mia hostmum. [Parentesi: come è noto la prima cosa che la gente ti insegna della propria lingua sono le parolacce. Dopo averne imparate tante nei giorni precedenti, decido che quello era il momento adatto per metterne in pratica qualcuna.] Era quel luogo particolarmente gremito di volatili, animali da me non particolarmente amati… All’ora di pranzo li vedi che si affollano nelle piazze per scroccare il cibo ai poveri lavoratori che cercano solo di prendersi un break dal faticoso lavoro. Stupidi uccellacci decerebrati… quelli australiani, pero’, sono di un’intelligenza superiore, ma io come potevo saperlo? Mi sono sempre creduto piu’ furbo dei pennuti, ma non avevo ancora conosciuto quelli dell’altro emisfero…decido egoisticamente di non condividere il mio sandwich e addirittura di testare le mie neoacquisite capacita’ linguistiche contro di loro…ed è stato in quel momento che ho proferito quella maledetta frase…Oh, fucking birds!!! Bene! La punizione divina non e’ tardata ad arrivare… io l’ho detto che gli uccelli australiani sono intelligenti…e anche molto, molto vendicativi. Mi era gia’ successo altre volte di ricevere un “regalo dal cielo” (a chi non e’ accaduto???)… ah, passerotti, come biasimarli…cosi’ piccoli e carini…piccioni? Non saranno belli, ma sono ancora di una grandezza contenuta!!!...Provate a ricevere una vagonata di m…. (scusa papà) da un gabbiano 737 con il diploma da cecchino e seri problemi gastrointestinali…anche il piu’ grande amante di bird watching cambierebbe idea. PIENO...PIENO DI M!!! Non ha mancato NIENTE...dai capelli alle ginocchia…non so come ma neanche i libri nel mio zaino (che era chiuso n.d.r.) sono riusciti a salvarsi!!! Aggiungetevi poi una piazza colma di gente, un panino in mano e ovviamente neanche un dannato fazzoletto...poteva andare peggio??? HI? HOW ARE YOU? L’amica di John, guarda caso, ci ha raggiunti proprio in quel momento…io sono ancora convinto che sia stata mandata da loro, GLI UCCELLI, per farmi sentire ancora piu’ imbarazzato! Risultato: ho dovuto raggiungere un’università vicino, infiltrarmi nei bagni, spogliarmi e lavarmi come fossi a casa. Sapete però qual è la cosa strana? Che gli australiani non ridono di queste cose…sia john che la sua amica non hanno detto niente, cioè, come se fosse normale che un GABBIANO in pieno centro citta' dimostri “tutto il suo affetto nei tuoi confronti”. L’unico loro commento e’ stato, OH, GOOD LUCK! (ed io ho pensato…cavolo, se la fortuna e’ direttamente proporzionale domani vinco il superball). Cioè se una cosa del genere mi fosse successa in Italia come minimo sarei stato additato alla pubblica ignominia da tutta la piazza e dalla gente sui balconi (che avrebbe poi chiamato amici e parenti per raccontare l’accaduto)…poi, nel caso in cui qualcuno dei miei amici fosse stato presente 1) avrebbe riso per ore e ore e ore fregandosene altamente della mia situazione di imbarazzo ma anzi attirando l'attenzione dei passanti, magari qualcuno non se n'era accorto 2) lo avrebbe raccontato a chiunque in maniera tale che questo episodio sarebbe rimasto sulla cresta dell’onda per almeno un paio di pleniluni. Ringrazio Dio che la cosa sia successa in Australia.
E comunque in tutto questo c’e’ un risvolto positivo: ora so che gabbiano si dice seagull. Spero di non scoprire come si dica albatros gigante nella stesso modo.
SEE U!

postato da: notareangels alle ore 06:46 | link | commenti (7)
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martedì, 28 agosto 2007

interview john

Audio pubblicato da notareangels
Audio pubblicato da notareangels

postato da: notareangels alle ore 09:20 | link | commenti (2)
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sabato, 25 agosto 2007

CULTURE

Che settimanina intensa eh?!? scuola al mattino e lavoro al pomeriggio...in realta' devo dire che questa settimana a lavoro non o fatto praticamente niente...tutte le persone che dovevo intervistare o non mi rispondevano o mi hanno rimbalzato alla settimana prossima. Ma cmq il semplice fatto di alzarsi tutti i giorni alle 06.45 e' stancante, ma devo dire che lo faccio con il sorriso, perche' e' divertente tornare a scuola. I miei compagni di classe vengono da tutto il mondo..spagna, francia, macedonia, colombia, indonesia, e un nutrito gruppo di indiani. Una volta adoravo l'India, aveva un certo fascino per me, ma da quando mi sono incontrato e scontrato con la comunita' bollywoodiana, devo dire che mi stanno profondamente sul bottom. La cosa che mi rammarica e' che io non sono mai stato razzista, ma comincio a diventarlo...ho sempre creduto che non si potesse etichettare delle razze dicendo, che so, i francesi hanno tutti la puzza sotto il naso, gli americani sono tutti vocati alla logica del commercio, i valdostani parlano tutti in maniera strana (scusa biscel), o cose simili. Pero' non posso non dire che gli indiani sono di un campanilismo allucinante. Cioe' dico io, siamo in australia, siamo qui per imparare l'inglese, sono 15 volte che ti chiediamo di non parlare quella lingua di m.... perche; continui a farlo? e poi ci prendi per il culo dicendo che non e' indiano ma e' punjabi? lo sai dove te lo puoi mettere il punjab? Si lo so sembrano i problemi di quando si andava alle elementari, ma io con la mia indole di comando sto gia' diventando una specie di capoclasse...il secondo giorno ho detto all'insegnante se per favore potevamo andare avanti poiche' quell'esercizio poteva farlo anche mia nonna, che e' sorda e non parla manco l'italiano, figuriamoci l'australiano. Dico io e' una scuola di inglese..se questa voleva fare l'addestratrice di scimmie andava allo zoo. No scusate..pago ergo pretendo (6 anni a milano forgiano il carattere). Alla fine, ovviamente, si e' fatto come dicevo io.

So che via appassiona, quindi riapro il capitolo KENNY, ne ho tantissime...da dove comincio?!? dall'ultima! Sapete ieri sera cosa ho fatto?!? ho impilato volantini per due ore...perche'? perche' kenny, oltre a fare l'account, che ancora nn ho capito esattamente cosa sia ma credo sia comunque un lavoro di un certo rispetto in una ditta, un paio di volte alla settimana fa volantinaggio per 10 dollari all'ora...Io ho cercato di fargli capire che e' una miseria, e che se si mette a cucire le scarpe della nike guadagna di piu', ma lui a suon di OK ha continuato ad impilare volantini ad una velocita' assurda...credo di aver visto addirittura delle scintille a un certo punto. ma dico io...ma ti vedi in Italia uno che la mattina in giacca e cravatta va in banca e la sera fa volantinaggio??? ma kenny e' kenny...e stamattina, sabato, si e' svegliato alle 7 per andare a consegnare quei volantini in giro. kenny e' unico perche' dopo che hai passato tre ore con lui in giro a chiacchierare, entriamo in garage con la macchina e ti dice buona notte a motore ancora acceso.....ma scusa ma dobbiamo entrare a casa, dobbiamo cambiarci, lavarci i denti...e poi abbiamo passato tre ore assieme, parlando di tutto..NO..GOOD NIGHT! Kenny e' il tipo che se fa uno starnuto ti chiede scusa 30 volte per averlo fatto, come se ti avesse pestato un piede scalzo con gli zoccoli di legno..ma e' il tipo che mentre mangia caccia di quei rutti da cavernicolo e poi con la sua vocina sottovoce ti fa.."sorry!"..mi sa che la storia del ruttare in Asia come segno di gratitudine non e' una di quelle leggende metroplitane che si dicono a casa per giustificare i propri di rutti!

Ma kenny e' anche la persona che a mezzanotte, se non ti vede tornare ti manda un sms per sapere se ti serve un passaggio...tu gli rispondi di no perche' resti a dormire fuori e spendi un altro intero messaggio per dirgli quanto sia grande la tua gratitudine per tutte queste attenzioni, che non dovrebbe farlo , ma che ti fa cmq un immenso piacere sapere che lui si interessi cosi' tanto.. e termini dicendo YOU'RE A GREAT FRIEND, a caratteri cubitali...e ovviamente lui cosa ti risponde???..OK! 

SEE U!       


postato da: notareangels alle ore 09:25 | link | commenti (3)
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sabato, 18 agosto 2007

QUESTO POST NON HA TITOLO

UPDATING SULLA SITUAZIONE LAVORATIVA

Posso andare a Milano, a Roma, a Berlino, a Stoccolma, a Melbourne, a New York, Buenos Aires, Tokyo, Casablanca, Los Angeles...ovunque io vada dopo un mese avro' gia' trovato come complicarmi la vita.

La gente normale probabilmente gioirebbe per una esperienza come la mia...solo 3 giorni di lavoro alla settimana (mart-merc-giov) in una radio fica ubicata nella piazza principale di Melbourne: vitto e alloggio pagati per tre mesi. "Questo programma e' stato pensato per darvi la possibilita' di svolgere un'esperienza di lavoro all'estero, ma allo stesso tempo per permettervi di visitare l'Australia...e' per questo che lavorerete solo 3 giorni alla settimana"...Purtroppo da mio padre ho ereditato la malattia del dover essere sempre impegnato. E cosi', sbattendomene dell'Australia e dei posti da visitare, ho ben pensato di iscrivermi ad una scuola di lingua "to improve my English". Tutte le mattine, dal prossimo lunedi', dovro' alzarmi praticamente alle 6.30 per seguire le lezioni. Ovviamente a lavoro il part-time da verticale diventa orizzontale...cosi' dopo la scuola dovro' lavorare tutti i pomeriggi, e forse anche il sabato. Bene! si lo so...ma chi te lo fa fare??? Con i soldi della scuola potevi farti sai quanti weekend? Ma ognuno ha i propri scopi nella vita e in questo momento il mio e' imparare 'sto benedetto inglese. Per viaggiare ci sara' tempo.

PS: giusto perche' la domenica rischiava di rimanere libera, la prossima settimana vado ad iscrivermi ai "verdi d'Australia", un'associazione che fa volontariato ambientale..in realta' da quanto ho capito il loro volontariato e' diverso dal nostro, e' piu' "utile&dilettevole"...organizzano anche delle passeggiate nel bush (che qui sta per campagna........e pensare che in americano significa pirla)

UPDATING SULLA VITA SOCIALE

Ieri sono uscito di nuovo con John e le sue amiche...mi avevano accennato che saremmo andati in un posto "strano"...ci inoltriamo nella chinatown di Melbourne (in pieno centro) e raggiungiamo questo locale dal nome dubbio...EUROTRASH.

[INNAUGURO LA RUBRICA DAL NOME "L'ANGOLO DELLA FIGURA DI M." di tanto in tanto tale rubrica irrompera' nei post per raccontare una delle tante figure di m. nelle quali mi esibisco quotidianamente

L'ANGOLO DELLA FIGURA DI M. (episode 1)

Pima di uscire io e John abbiamo raggiunto Andy e Rachel, le ragazze da cui saremmo rimasti a dormire. In casa c'era anche un'altra ragazza di cui non ricordo il nome...ad un certo punto restiamo soli io e lei sul divano...dovevo chiacchierarci per forza!!! Forte del mio quasi-mese in australia mi lancio nella conversazione...non so come siamo finiti a parlare di piedi...sinceramente ad un certo punto ho perso il filo del discorso...so  solo che dopo un po' le ho detto che qui a Melbourne la gente non e' normale perche' con 6 gradi va in giro in infradito, anche se piove, (cose da pazzi, si)...ho rimarcato chiaramente il concetto della stupidaggine insita in tale gesto. Bene! Immaginate la mia faccia quando usciti di casa dopo una decina di minuti abbasso lo sguardo e vedo che questa e' in ciabatte. Ora capisco perche' quando sostenevo la mia tesi lei non replicava e si sforzava di sorridere...cmq l'ho evitata tutta la sera]    

Una fila interminabile ci attendeva...una fila "strana" appunto...mi guardo in giro e vedo solo ragazze...oddio, ragazze...camioniste! era un locale principalmente per lesbiche! figurarsi...la buttafuori non voleva farci entrare perche' eravamo maschi...poi con il mio inglese da CEPU le ho spiegato che la persona piu' femminile in quel contesto ero probabilmente io. Fatto sta che dopo una ventina di minuti ci hanno permesso di entrare. Nel frattempo c'e' stata una rissa tra orientali a pochi metri da noi...dei ragazzi armati di bottiglie (se fossero state spade sarebbe stato perfetto, vero??? yakuza docet) si sono scontrati scaricandosi un fracco di mazzate (scusate il "foggianismo"). Molto real tv devo dire. Anyway, dopo aver perso buoni 15 minuti al bancone per ordinare un cocktail melo vedo serivre nel bicchiere da birra...bene...18 dollari (qlcs come 13 euro)... sono andato avanti a CASCADE, una birra autoctona, non male devo dire (e soprattuto economica). Nel mentre ho conosciuto una ragazza che parlava italiano, perche', udite udite, sua mamma e' nata in un paesino della provincia di foggia...assurdo..lei pero' aveva un accento romano perche' la nonna e' capitolina...che dire?! troppo forte..ORIANA. Dopo un po' conoscevo tutto il locale...addirittura una ragazza mezza indiana che indossava una maglietta coattissima...sul petto aveva un equalizzatore, non sto scherzando, i cui livelli (blu e rossi) andavano a tempo di musica...nn so se avete presente kit, la macchina parlante del telefilm "SuperCar" ....beh, peggio (se possibile). La serata e' poi continuata in un altro locale e alla fine attorno alle 5 siamo tornati a casa. Ho dormito da loro...sono talmente gentili che nn mi hanno permesso di dormire in soggiorno: assoltuamente no. "Tu dormi nel nostro letto, noi dormiamo sul divano". Allora e' proprio vero che questi australiani sono cosi' ospitali. Questa mattina doccia (persino) e via, a fare colazione in Lygon Street (la little italy di melbourne) in un bar enorme che prepara 2mila tipi di torte diverse (qualcosa di spettacolare) nonche' un ottimo cappuccino. Alle tre di pomeriggio ero a casa. Era un bel po' che non facevo la notte brava, mi sono sentito rinascere.

PS: domani i due cinesi vanno via...oggi uno si e' messo a piangere, povero: non ho capito se per la gioia di abbandonare la cucina della mum o per la classica tristezza da fine viaggio. Mi ha lasciato una sua foto, di lui al mare;  io volevo dirgli guarda che stai partendo mica trapassando, pero' ho represso il mio noto cinismo in favore del momento...anche perche' prima che io partissi per l'australia mi e' scappata la lacrima piu' e piu' volte con i miei amici.

Gente che va gente che viene insomma...io, per ora, va! che e' una meraviglia!

SEE U  


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lunedì, 13 agosto 2007

PAZIENZA (TVB)

E' questo quello che serve quando si vuole imparare una nuova lingua...non fate come me che oggi ho passato 8 ore studiando inglese...non servira' a nulla! il cervello non puo' immagazzinare 200 nuove parole al giorno come io pretendo.. Come tutti quelli che iniziano a vivere in un posto nuovo passo la maggior parte del tempo da solo, ma la cosa mi piace. Ho deciso di non farmela con gli altri ragazzi italiani per partito preso. Sono in Australia e voglio viverla per come viene...anche se questo implica passare gran parte della giornata da solo. Molta gente ha dei problemi con questo. Io no: non mi sento ne' sfigato ne' scemo...anzi...mi sento piu' forte di prima! Come dico io, bisogna avere pazienza...perche' prima o poi tutto arriva..ho aspettato due anni a milano per trovare i veri amici...cosa sara' mai qualche settimana?

Anyway venerdi' scorso sono uscito con John e la sua compagnia. E devo dire che mi sono divertito...qualche problema con la lingua c'e' stato, ovviamente, ma un paio di bicchieri di vino mi hanno spianato la strada. E' proprio vero che gli australiani sono ospitali...a turno hanno parlato tutti con me, dandomi consigli su come arrangiarmi a Melbourne e invitandomi per il prossimo venerdi' ad una festa. E potevi mai dire di no?!? Inoltre forse nei prossimi giorni aiutero' una ragazza, Zoe, a girare il suo corto. Le ho lasciato la mail e lei mi ha detto che parlera' con uno dei suoi capi, chissa' ne viene fuori qualcosa (lei lavora in tv). E tutto questo lo devo grazie a John! E' un tipo di poche parola ma si vede che e' un buono. Domani forse lo intervisto per il programma per cui lavoro...povero lo sto torturando: come minimo gli offro un soggiorno di due settimane in Italia...e lo so che ora stai leggendo il mio post JOHN (lui capisce un po' di italiano). Non ti preoccupare, la tua vacanza in Italia e' garantita.

Ci vuole PAZIENZA. Dovete sapere che da domani mi mandano in giro a fare interviste per strada...ma io, che sono piu' furbo di loro, sto reclutado gente su internet...cioe' mi vedete in giro per melbourne con il mio bel microfono a fare domande a cui poi io stesso risponderei con un SORRY? non posso ancora permettermelo. Pertanto avvicino le persone discretamente sino a supplicarle di rilasciarmi un intervista, avvisandoli, ovviamente, della mia scarsa praticita' con la lingua...almeno non rischio le botte. Mi convinco sempre di piu' del fatto che nella vita ci vuole faccia di c...o, e per fortuna, io ne ho da vendere.  

Ci vuole PAZIENZA, perche' se andate nei supermercati australiani non troverete il sapone intimo...e se lo chiedete vi guarderanno come se avesse chiesto un chilo di eroina...in effetti non avendo il bidet il ragionamento fila....non oso pensare cosa di cosa sappiano le pulzelle australiane in quei giorni...eau d'eucalipt!!! Io, non mi vergogno a dirlo, mi lavo nel lavandino...sembra difficile, ma una volta trovata la posizione giusta e' fatta; ok, la dignita' e' persa per sempre ma a cosa serve se paragonata a quella indescrivibile sensazione di freschezza??? E' vero; all'estero bisogna cercare di perdere le proprie abitudini nazionali, sono il primo a dirlo, pero' scusate...no! Questo no!!! non mangio pasta, non tocco la pizza da un secolo, non frequento italiani...lasciatemi almeno lavare il c..o

Si, sembra una cavolata ma a volte e' dura...non credevo che un sanitario potesse mancarmi cosi' tanto...e' proprio vero che senti la mancanza delle cose quando non ci sono...ora mi pento di non aver portato neanche una fotografia del mio bidet dietro! Avrei potuto metterla li' sul comodino, accanto al letto, e avrei potuto fissarla per ore, rimembrando tutti i momenti felici trascorsi assieme. Quello scroscio d'acqua che solo lui sa fare...non lo sentiro' per mesi.  

BIDET, dove seeeeiii...mi manchi..

TVB (ti voglio bidet) 

Davide


postato da: notareangels alle ore 14:43 | link | commenti (5)
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